Champions League: trema la Juventus, alla Roma il tabù Porto.

Stati d’animo diversi, se non addirittura opposti, separano Juventus e Roma in questa giornata di sorteggi Champions League. L’urna di Nyon ha decretato gli avversari per le superstiti italiane in Coppa Campioni: Atletico Madrid per i bianconeri, Porto per i giallorossi. E se per i secondi, nonostante i favori del pronostico non siano roba loro, è un sospiro di sollievo, i primi sono costretti ad avere, quanto meno, un po’ di timore.

Ancora peggio è andata alla Lazio, che ai sedicesimi di Europa League ha beccato il Siviglia dell’uragano Ben Yeder, di Vazquez e Benega. Se ne stanno tranquille invece Inter e Napoli, rispettivamente accoppiate a Rapid Vienna e Zurigo.

Come dice il nostro allenatore, l’importante è arrivare agli ottavi, – ha detto Pavel Nedved, – non importa se come primi o come secondi. Questo sorteggio lo dimostra, perché di fatto abbiamo preso la seconda più forte che c’era”. Si appella alla fortuna mancata il biondo dirigente juventino, consapevole però della forza della sua squadra. Avversario tosto, solido e con un valore della rosa superiore a quella bianconera, l’Atletico Madrid del Cholo Simeone, dato per candidato alla successione di Luciano Spalletti sulla panchina dell’Inter, fa dell’organizzazione e della garra il suo marchio di fabbrica. Solidità e muscoli che si uniscono in una simbiosi perfetta alla tecnica sopraffina dei talenti dei Colchoneros: da Antoine Griezmann a Koke, passando per l’esperienza di Filipe Luis e Diego Godin. La Juventus si affiderà al suo amuleto, quel Cristiano Ronaldo che tornerà al Wanda Metropolitano per vivere ail suo personalissimo derby, e all’ex dell’incontro, quel Mario Mandzukic senza ombra di dubbio il più sottovalutato degli attaccanti europei. I tifosi, inoltre, possono tirare un sospiro di sollievo guardando lo score dei precedenti: 7 vittorie per la Juventus, 1 pareggio e solo 2 vittorie spagnole.

L’Atletico Madrid, vincitore della scorsa Europa League, era stato mandato a casa proprio dalla Roma, che dall’urna di Nyon ha trovato il Porto come prossimo avversario agli ottavi. Guardando i precedenti c’è poco da essere contenti: 2 vittorie lusitane e 2 pareggi, con un bel 0 alla voce “Vittorie Roma”. La prima volta fu in Coppa delle Coppe, quando la squadra di Falcao, Pruzzo e Di Bartolomei si dovette inchinare alla qualità portoghese. La più recente, invece, è quella che vide protagonisti De Rossi e Emerson Palmieri, espulsi nella goleada (0-3) dell’Olimpico.

Sulla panchina giallorossa c’era Luciano Spalletti, ora c’è Eusebio Di Francesco, ma chissà chi ci sarà il prossimo 12 febbraio (quando si giocherà l’andata, allo Stadio Olimpico, ritorno il 6 marzo). Alcune indiscrezioni volevano Paulo Sousa, ironia del caso portoghese, pronto ad essere annunciato in caso di mancata vittoria contro il Genoa.  “Essere tornati agli ottavi di Champions è un altro momento emozionante per questo club. So che i precedenti non ci sorridono, ma cercheremo di sfatare questo tabù”, ha twittato Eusebio Di Francesco tramite il canale social della squadra capitolina.

Chissà se sarà lui a dover creare la gabbia tattica in cui bloccare Hector Herrera, centrocampista messicano che Monchi vorrebbe per il centrocampo giallorosso. Chissà se sarà lui a dover mettere in campo una difesa capace di bloccare Moussa Marega, capocannoniere del Porto in Champions League a quota 5. Chissà se sarà lui a plasmare un tridente in grado di bucare l’esperto Iker Casillas.

Saranno decisive le prossime partite, prima che l’Europa possa concedere un qualcosa in cui credere a questa squadra.

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